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ANALISI DEGLI ELEMENTI DI QUALITÀ IDROMORFOLOGICA

  • IARI o Indice di Alterazione del Regime Idraulico
    IARI

    La valutazione del regime idrologico viene effettuata attraverso l’analisi della quantità e delle variazioni del regime delle portate attraverso l’applicazione dell’indice IARI. L’indice IARI fornisce una misura dello scostamento del regime idrologico osservato rispetto a quello naturale che si avrebbe in assenza di pressioni antropiche.

  • IQM o Indice di Qualità Morfologica
    IQM

    Il DM 260/2010 introduce l’IQM quale strumento per la valutazione dello stato morfologico dei corsi d’acqua in conformità con la Direttiva Quadro Acque. La medesima direttiva richiede che qualunque misura messa in atto per lo sviluppo territoriale e/o per la riqualificazione dei corpi idrici contribuisca al raggiungimento del buono stato ecologico dei corpi idrici e che comunque non comporti deterioramento dello stato ambientale dei corpi idrici stessi. Per monitorare l’efficacia di tali misure ovvero l’impatto di scenari di gestione del sistema fluviale sullo stato dei corpi idrici, è opportuno utilizzare un indice di monitoraggio morfologico in aggiunta all’IQM.

ANALISI DEGLI ELEMENTI DI QUALITÀ CHIMICO – FISICA:

  • LIM, LIMECO, SST, SQA Inquinanti specifici, ED ANALISI MIRATE SECONDO Dlgs.152/2006
    LIM, LIMECO, SST, SQA Inquinanti specifici, ED ANALISI MIRATE SECONDO Dlgs.152/2006

    Lo Studio fornisce servizio di prelievo diretto con l’utilizzo di strumenti per il rilievo dei parametri sul campo (T°, pH, Conducibilità, Ossigeno) mentre per le analisi dei parametri richiesti si avvale di laboratori certificati.

ANALISI DEGLI ELEMENTI DI QUALITÀ BIOLOGICA:

  • ANALISI DEI MACROINVERTEBRATI BENTONICI DEI CORSI D’ACQUA (MACROPER O STAR_ICMI (D.M. 260/10)
    ANALISI DEI MACROINVERTEBRATI BENTONICI DEI CORSI D’ACQUA (MACROPER O STAR_ICMI (D.M. 260/10)

    La Direttiva 2000/60/CE ha introdotto una definizione dello stato di qualità dei corsi d’acqua basato su composizione e abbondanza delle comunità biologiche tra cui i macroinvertebrati bentonici. È stato quindi introdotto nella normativa italiana di riferimento con il D.Lgs 152/2006 un metodo in grado di soddisfare le richieste della direttiva europea.
    Il decreto attuativo 8 novembre 2010 n. 260 recante “criteri tecnici per la classificazione dei corpi idrici superficiali per la modifica delle norme tecniche del decreto legislativo 3 aprile 2006 n. 152, recante norme in materia ambientale” prevede, relativamente alla comunità macrobentonica, l’utilizzo del sistema di classificazione MacrOper, basato sul calcolo dell’indice multimetrico STAR di intercalibrazione.

  • ANALISI DELLE DIATOMEE BENTONICHE DEI CORSI D’ACQUA (Indice ICMi)
    ANALISI DELLE DIATOMEE BENTONICHE DEI CORSI D’ACQUA (Indice ICMi)

    In Italia, prima del recepimento della Direttiva 2000/60/CE, l’utilizzo della comunità diatomica per la valutazione della qualità dei corsi d’acqua, non era previsto, a livello normativo. Con il D.Lgs 152/2006 e successivi decreti attuativi è stato introdotto per la prima volta lo studio di un metodo in grado di soddisfare le richieste della direttiva europea. Il decreto attuativo 8 novembre 2010 n. 260 recante “criteri tecnici per la classificazione dei corpi idrici superficiali per la modifica delle norme tecniche del decreto legislativo 3 aprile 2006 n. 152, recante norme in materia ambientale” prevede l’applicazione dell’indice ICMi per definire uno stato di qualità dei c.i. in funzione della comunità diatomica rilevata.

  • ANALISI DELLE MACROFITE DEI CORSI D’ACQUA GUADABILI (INDICE IBMR)
    ANALISI DELLE MACROFITE DEI CORSI D’ACQUA GUADABILI (INDICE IBMR)

    Le macrofite acquatiche sono utilizzate come bioindicatori da diversi anni in molti paesi europei tuttavia gran parte degli indici macrofitici formalizzati e utilizzati in Europa è finalizzata principalmente alla valutazione dello stato trofico dei corsi d’acqua, vale a dire il grado di alterazione della qualità dell’acqua in relazione alla presenza di nutrienti, carico organico, inquinanti specifici (Minciardi, 2009). Anche se la comunità può essere in grado di fornire informazioni più globali sullo stato degli ecosistemi acquatici, la maggior parte degli indici trofici in uso non sarebbero in grado di rilevare efficacemente impatti dovuti ad altri fattori di pressione antropica come i prelievi idrici e le alterazioni idromorfologiche (Fiorenza, 2010). Con l’emanazione della Direttiva 2000/60/CE si impone una svolta nella modalità di valutazione degli ambienti fluviali: l’attenzione é posta alla valutazione dello Stato Ecologico dei corpi idrici che comprende, tra gli altri, anche la valutazione della composizione e abbondanza dell’elemento biologico flora acquatica. La Direttiva prevede la valutazione dello Stato Ecologico delle comunità in termini di scostamento rispetto alle condizioni di riferimento (assenza di disturbo antropico) individuando come valore ambientale di riferimento la naturalità. Negli ultimi anni, dunque, a livello europeo, si è posto il problema di adeguare i metodi di valutazione della comunità macrofitica a quanto richiesto dalla Direttiva. L’Italia, con l’emanazione del D.M. 260/2010, ha adottato come metrica di valutazione dello Stato Ecologico dell’Elemento di Qualità Biologica Macrofite l’indice macrofitico IBMR, Indice Biologique Macrophytique en Rivière. Tale indice, formalizzato in Francia, ha mostrato vasta applicabilità sul territorio italiano in ragione della similarità biogeografica tra Francia e Italia (Azzollini et al. 2009, Mezzotero, et al. 2009, Minciardi et al. 2005,). L’Indice di stato trofico IBMR può essere considerato indice di Stato Ecologico attraverso il calcolo dell’RQE-IBMR, vale a dire il rapporto tra l’IBMR calcolato per un dato sito ed il valore teorico atteso per la tipologia alla quale il sito è stato assegnato.

  • ISECI o INDICE DI STATO ECOLOGICO DELLE COMUNITA’ ITTICHE

    L’ISECI è uno degli EQP riportati nel D.M. 260/10 per la valutazione dello stato di qualità dai corpi idrici superficiali; questo indice si basa su due criteri principali: la naturalità della comunità e la condizione biologica delle popolazioni delle singole specie.
    Le specie autoctone, in particolare quelle endemiche, subiscono un il disturbo dovuto alla presenza di specie aliene, che sembrano adattarsi meglio a condizioni alterate della qualità dell’acqua.

CAMPIONAMENTI ITTICI TRAMITE:

  • ELETTROPESCA
    ELETTROPESCA

    Lo studio della fauna ittica è normalmente effettuato per scopi gestionali, attraverso la realizzazione di attività di monitoraggio che hanno lo scopo di valutare la distribuzione e la consistenza delle specie di interesse alieutico.
    Il campionamento ittico in ambienti lentici normalmente viene effettuato tramite elettropesca, ovvero utilizzando un elettrostorditore in grado di emettere sia corrente continua (DC) che corrente continua pulsata (PDC). Tale tipologia di campionamento viene anche effettuata in ambiente lotico nelle zone litorali.
    I campionamenti ittici possono essere di due tipi: quantitativo o qualitativo. Il primo fornisce una informazione precisa sulla densità e sulla biomassa delle varie specie ittiche presenti e normalmente richiede due passaggi, mentre il secondo da una indicazione meno precisa e richiede un solo passaggio.

  • CATTURA CON LE RETI

    Le Reti Multimaglia branchiali sono strumenti di cattura passivi, mentre l’elettropesca è un metodo di cattura attivo. Le reti sfruttano il fatto che il pesce è in continuo movimento e per questo rimane immagliato nella rete in corrispondenza della regione branchiale.
    Il campionamento ittico con le reti richiede l’utilizzo di una serie di pannelli di dimensioni standard, ciascuno caratterizzato da una diversa dimensione della maglia in modo tale che possano essere catturati pesci di taglie differenti.
    Vi sono diversi tipi di RM e si possono suddividere in due categorie: “da fondo” o “bentiche” (RMB) e “mesopelagiche” (RMP).

  • VISUAL CENSUS

    Il Visual Census, è un metodo di campionamento che non ha nessun tipo di incidenza sulla fauna ittica e si basa sull’osservazione diretta della comunità ittica mediante immersione subacquea od osservazione superficiale delle sponde, se le condizioni ambientali e la trasparenza dell’acqua lo permettono.
    Le tecniche maggiormente utilizzate sono quelle del transetto lineare o del transetto circolare; il primo prevede l’utilizzo di una corda metrata per l’identificazione del transetto, mentre nel secondo caso il transetto viene effettuato lungo una circonferenza che ha come centro il punto di ancoraggio di una cima che è tesa tra il fondo e la superficie.